Avete presente Amy Winehouse? Se dovessi descrivere Camden Town in poche parole è l’unica associazione che sarei in grado di fare. Non a caso la cantante viveva qui ed in uno dei tanti mercati è presente una statua in suo onore. 

Camden Town è un agglomerato di stravaganza e di eccesso. Te ne accorgi immediatamente uscito dalla stazione metropolitana. Ci puoi essere già stato più volte, ma un motivo per tornarci lo troverai sempre. Negli anni è diventato una delle attrazioni imperdibili di Londra. Ogni settimana 100.000 curiosi si riversano in questo quartiere, motivo per cui rende Camden sempre affollata. Quel giorno, tutte quelle particolari bancarelle e negozi bizzarri attendevano il nostro arrivo.

Alcune delle facciate più esose di Camden Town

Alcune delle facciate più esose di Camden Town

I negozi ed il Buck Street Market

Che si arrivi in metro o in bus l’arrivo a Camden Town è sempre suggestivo. Magari ne hai già sentito parlare, magari te l’hanno descritta con i superlativi più assurdi. Non sai esattamente cosa aspettarti. Poi arrivi all’inizio di quella via e capisci che l’esagerazione e l’estremo sono di casa qui. Una lunga distesa di negozi invade la strada. Strambe esposizioni e facciate assurde, con una miscela di stile gotico, dark, punk, cyberpunk e burlesque. Negozi che offrono piercing, anfibi, tatuaggi. Già qui si entra nello spirito “gothic” del quartiere. Eravamo ammaliati da quella via, quasi increduli. Vuoi vedere tutto, entri in ogni bottega. Sai già che a Camden Town ci perderai delle ore.

La via principale di Camden Town

La via principale di Camden Town

Continuando sulla via principale si incontra il Buck Street Market. Un primo mercato di circa 200 stand, che offre svariati tipi di abbigliamento, sopratutto magliette e canottiere. Da alcuni scambiato come il vero mercato di Camden, è solamente l’anticipo a quello che sarà poi il cuore del quartiere.

Oltre il Regent’s Canal: il Camden Lock Market

L'ingresso del Camden Lock Market

L’ingresso del Camden Lock Market

Superato il ponte che sovrasta il Regent’s Canal, giungiamo alla vera anima della zona. Si inizia con il Camden Lock. Una grossa insegna a lato della strada ci invita ad entrare. Qui subito un profumo di incenso, tipico delle bancarelle orientali, ci assale. Ciò che infatti troviamo sono stand di oggestica varia come bracciali, piercing, souvenir in legno e tanto altro. Addentrandoci sempre di più iniziamo a perdere il senso dell’orientamento. Si perchè capire, e sopratutto spiegare, come si dirama questo mercato sconfina nell’impossibilità.

Un’infinità di piccole vie, spiazzali e botteghe si accavallano tra di loro. Stand e bancarelle di ogni tipo superano la tua immaginazione. Osservavamo affascinati e giravamo guidati dall’ispirazione per il Lock Market. Lungo il canale, invece, troviamo la zona del mercato dedicata alla gastronomia. Messico, india, Thailandia e molti altri. Con un solo boccone puoi davvero girare il mondo ed assaporare i piatti tipici internazionali.

Il vero mercato di Camden Town: lo Stables Market

Confinante con il Lock Market si estende il mercato più grande di questo quartiere: lo Stables Market (ad essere sincero non ho ancora capito dove inizia uno e finisce l’altro). Abbigliamento vintage va per la maggiore tra gli stand di questo mercato, circa 450 in tutto. Disposti in una grande area che presenta spazi all’aperto, passaggi nascosti e tunnel sotterranei. Avevamo oramai rinunciato a capire dove fossimo, eravamo rassegnati al fatto che difficilmente avremmo visto ogni singola bancarella del mercato. 

Lo Stables Market

Lo Stables Market

Anche qui, la zona dedicata alla gastronomia è un invito alla tentazione. Quel profumo tipico di spezie è una condanna per gli amanti dello Street food. Senza neanche la voglia di opporre resistenza ci lasciamo trasportare dall’olfatto, fin quando lo stand messicano ci cattura ed un burritos placa la nostra fame.

Girovagando per il mercato dunque, di cose strane ne vediamo. Anzi, la stranezza d’un tratto diventa la normalità. C’è però un negozio, che ci tengo a menzionare, dove viene superata la soglia di stravaganza e si sfocia di gran lunga nell’eccesso: Cyberdog. Chi lo conosce sa già di cosa parlo, per chi non lo conoscesse proverò a spiegarvelo (premesso che solo entrandoci lo capirete davvero). Negozio dislocato su due piani, all’ingresso ci attende una gigantesca statua Cyborg. All’interno musica e luci da discoteca, oggetti e abbigliamenti con una predominanza di fluo. Magliette fluorescenti, abiti dal design articolato, persino mutande con un bel cyborg fluo stampato sopra. Commessi agghindati con gli indumenti del negozio e dai capelli colorati. All’ultimo piano una zona “hot” riservata ai maggiori di 18 anni, qui però il contenuto ve lo lascio solo immaginare.

Usciti da Cyberdog e tornati alla “normalità” di Camden Town finiamo di ispezionare il mercato, avviandoci pian piano sulla via del ritorno. Capite ora perchè chi l’ha già vista ci vuole tornare, chi non l’ha vista vuole andarci. Camden Town ti folgora, un quartiere totalmente diverso dagli altri ma ormai parte inscindibile della capitale inglese.