E giungiamo purtroppo all’ultima tappa di questo meraviglioso viaggio andaluso. Dopo aver preso l’ennesimo pullman ALSA e sopportato altre cinque ore di viaggio arriviamo finalmente a Siviglia. Mi è bastata la passeggiata di mezz’ora dalla stazione all’alloggio per inquadrare la capitale andalusa: le vie strette e pedonali del centro rendono una qualsiasi tranquilla passeggiata sempre memorabile, le strade addobbate con fiori colorati danno un tocco armonioso e gioioso. Molliamo tutto di fretta e ci catapultiamo fuori vogliosi di conoscere la città. Obiettivo: Parque Maria Luisa e la sua Plaza de Espana.

Plaza de Espana

Ok voglio essere sincero, ammetto che non sapevo che a Siviglia ci fosse una Plaza de Espana. E ovviamente non ero a conoscenza del fatto che questa piazza fosse tanto bella. Visto che secondo me una foto vale più di mille parole ve ne metto subito una, così vi rendete conto di cosa sto parlando.

Plaza de Espana in tutto il suo splendore

Plaza de Espana in tutto il suo splendore

Questa meravigliosa piazza si trova all’estremità del parco Maria Luisa, accanto all’Avenida Isabella Catolica. Ideata da Anibal Gonzalez, Plaza de Espana presenta una struttura a semicerchio di 200 metri di diametro che culmina con due alte torri all’estremità. Un canale artificiale segue la forma semicircolare del complesso ed una fontana al centro completa la piazza (purtroppo quei giorni la fontana era vuota).

Il canale percorribile in barca

Il canale percorribile in barca

Sotto le balaustre dei portici che circondano la piazza ci sono delle panchine decorate con maioliche che raffigurano le 54 provincie spagnole. Lo scudo, la mappa ed i simboli che alludono alla storia identificano ognuna delle province.

Una delle 54 province spagnole

Una delle 54 province spagnole

Negli archi dei portici si trovano iscritti dei medaglioni con busti di illustri personaggi spagnoli. Infine, l’edificio centrale presenta al suo interno un patio porticato a doppia pianta.

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L’edificio principale

Potrei usarne tanti di aggettivi per descrivere Plaza de Espana, ma diventerei ripetitivo. Dico solo che è senza dubbio la piazza più bella che abbia mai visto di persona. Forse il fatto di non esserne a conoscenza prima di allora l’ha resa ancora più incantevole. D’altronde le cose inaspettate sono sempre le migliori.

Parque Maria Luisa

Lasciando Plaza de Espana ci si addentra immediatamente nel parco. Questo è il più elegante dei parchi di Siviglia, nasce dalla donazione fatta alla città nel 1893 dalla principessa Maria Luisa. Esso si sviluppa su diversi viali alberati. Accanto all’ingresso principale è possibile noleggiare le tradizionali carrozze a cavalli. Infatti, una cosa che è impossibile non notare in città è l’abbondanza di calesse. Sicuramente danno quel tocco di romanticismo che a Siviglia di certo non manca.

I numerosi calesse in giro per la città

I numerosi calesse in giro per la città

Tornando al parco, è piuttosto difficile descrivere tutto ciò che si trova al suo interno. Di certo non mancano stagni, ruscelli, natura, alberi e fontane.

In mezzo la natura di Parque Maria Luisa

In mezzo la natura di Parque Maria Luisa

Edifici particolari nel parco

Edifici particolari nel parco

Per quanto riguarda le architetture, l’altra zona (oltre Plaza de Espana) dove una visita è d’obbligo è sicuramente Plaza de America. Anch’essa venne progettata da Anibal Gonzalez e si trova all’estremità est del parco. Questo grande spazio ha una fontana al suo centro ed è circondato da tre edifici che ricreano altrettanti stili artistici storici della città: il mudejar nel Padiglione Mudejar, il gotico nel Padiglione Reale ed il rinascimentale nel Padiglione Plataresco.

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Plaza de America con la sua fontana

Padiglione Plateresco, sede del museo archeologico

Padiglione Plateresco, sede del museo archeologico

Tre ore erano volate via in un soffio, Plaza de Espana era del tutto inaspettata. Se il buongiorno si vede dal mattino, be allora Siviglia mi sarebbe rimasta nel cuore.

 

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