Firenze città d’arte, città dell’architettura. Chi non ha mai sentito queste parole almeno una volta? Basta digitarla su google ed il risultato che viene fuori è una gran voglia di andarci per chi non c’è mai stato e di tornarci per chi l’ha già visitata. Io facevo parte della prima schiera. Ma finalmente eravamo sul treno che da Milano Centrale ci avrebbe portati alla stazione di Santa Maria Novella, pronti per due giorni a Firenze intensissimi.

L’arrivo a S.M.Novella

Giunti alla stazione sappiamo già come muoverci, per il giorno dopo abbiamo prenotato online le visite per la Galleria degli Uffizi ed il Giardino di Boboli. Quello invece è il giorno destinato al giro per il centro della città. E da dove cominciare se non dal luogo in cui ci si trova?

No, non dalla stazione. Ma da poche decine di metri più in la, dove sulla piazza omonima si erge la chiesa di Santa Maria Novella. Basilica di stile gotico tra le più importanti della Toscana nel suo genere, con facciate armoniose ed in marmo. Solitamente non viene inserita nella top 10 dei luoghi da visitare in due giorni a Firenze, ma io credo che una visita ne valga la pena. Sopratutto per chi come noi arriva in treno e se la trova a pochi metri.

Il caldo e le valigie iniziano a rendersi fastidiosi, ci avviamo così in direzione dell’ Hotel, che abbiamo avuto la fortuna di trovare a 100 metri da Piazza del Duomo ad un prezzo stracciato. E la camera non è niente male!! Meglio di così?

Il cuore e la storia della città

In Hotel non perdiamo più di 15 minuti. Troppa la voglia di tornare fuori e percorrere quel tratto di strada che ci separa da Piazza del Duomo e da una vista mozzafiato: il Battistero di San Giovanni con alle sue spalle la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Il battistero, purtroppo, era in ristrutturazione e quindi circondato da ponteggi. Non siamo riusciti a godercelo ed è stata una piccola nota dolente. Ma la cattedrale era li, in tutta la sua grandezza ed imponenza. Quinta chiesa più grande d’Europa, la sua Cupola del Brunelleschi è la più grande cupola in muratura mai costruita. Domina la piazza e l’intera città, visibile anche dalle varie colline che circondano Firenze. E pian piano iniziava a dominare anche me, completamente persuaso da tanto splendore. Iniziai a capire che tutte le storie sulla bellezza di Firenze non erano leggende.

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Il battistero di San Giovanni con alle spalle la Cattedrale

A fianco la facciata della cattedrale, esattamente allineato c’è il Campanile di Giotto che completa perfettamente la struttura monumentale del Duomo. Infine la piazza è circondata da importanti palazzi e musei. Insomma, ovunque ti giri sei immerso nell’arte e nella storia.

Palazzo Vecchio che domina Piazza della Signoria

Palazzo Vecchio che domina Piazza della Signoria

Superato quest’involucro monumentale si arriva a quella, che insieme a Piazza del Duomo, è considerata il cuore della vita sociale della città: Piazza della Signoria. A dominare la scena il Palazzo Vecchio, con la sua torre dell’orologio. Oggi sede del municipio, al suo interno contiene numerose sale monumentali e svariate opere famosissime, come il David di Donatello.

Adiacente al palazzo si trova la Loggia della Signoria, una galleria con al suo interno numerose sculture. Mi ritrovai praticamente dentro ad uno dei libri d’arte che studiavo a scuola. In un attimo realizzai tutti i personaggi che contribuirono a rendere Firenze ciò che è oggi: scultori, poeti, pittori, architetti. Calcare quelle vie ti scaraventa dentro tutto questo, difficilmente riuscirò a dimenticarne l’emozione.

 

L’altra metà di Firenze

Proseguiamo il nostro tour ed arriviamo alla riva del fiume Arno. Tranquilli, non ho dimenticato la Galleria degli Uffizi, ma ne parleremo nel prossimo articolo.

Oltrepassiamo il fiume passando per uno dei luoghi simboli della città: il Ponte Vecchio. Costruito su tre arcate, è un ponte pedonale che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. La particolare struttura esterna ti sorprende: il primo pensiero è stato quello di un ponte di tante casette in fila. Quando passeggi al suo interno realizzi che effettivamente il ponte contiene tanti negozietti su entrambi i lati, perlopiù gioiellerie d’oro. Un pò di lusso in luogo storico e tremendamente affascinante. Sarei rimasto ore ad osservarlo e a passeggiarci sopra, ma il tempo e la folla reclamavano.

Arrivati dunque a Palazzo Pitti ci rendiamo conto che sono già le 2. Ci sediamo, rilassiamo e ci facciamo un boccone nella piazza dell’ononimo palazzo. Siamo di fronte a quella che è stata la residenza del Gran Ducato di Toscana, abitata dai Medici, dai Lorena e dai Savoia. Al suo interno musei, oltrepassando il palazzo il Giardino di Boboli. Già non vedo l’ora del giorno dopo quando entreremo per una visita.

Palazzo Pitti

Palazzo Pitti

Proseguiamo fino a Porta Romana, che è quella più a Sud tra le mura della città. Merita una breve visita, anche perchè si trova poco dopo Palazzo Pitti. La struttura ed il bel piazzale rendono la passeggiata piacevole.

La Basilica di Santa Croce

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La Basilica di Santa Croce

Di ritorno da Porta Romana decidiamo di fare una piccola deviazione. Dopo aver percorso per un po la riva dell’Arno, lo attraversiamo passando per il Ponte alle Grazie, che ci porta dritti dritti alla Basilica di Santa Croce. Altra importante chiesa definita da Foscolo il “tempio dell’Itale glorie“, visto le sepolture di personaggi come lo stesso Foscolo, Galileo, Michelangelo e Alfieri. Di fianco la basilica, una statua di Dante Alighieri sorveglia l’ingresso e tutta la piazza.

Che dire, più vedevo e più c’era da vedere. In ogni angolo, in ogni piazza, in ogni via c’era qualcosa che meritava di essere fotografata. Questa basilica era solo la punta dell’iceberg della storia, dei monumenti, dell’architettura presenti in città. Ormai ero totalmente conquistato, e mancava ancora tutta un’altra giornata. L’indomani ne ero sicuro, sarebbe stato emozionante tanto quanto quello prima.

Stranezze per le vie di Firenze

Stranezze per le vie di Firenze

 

Prima di andare a riposare, però, una bella cena in Piazza della Repubblica. Giusto per non farci mancare nulla.